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‘Su porcheddu’ (il maialetto sardo) dalla Barbagia alle vostre tavole

da | Mar 22, 2017 | Alimentazione e salute | 4 commenti

I tempi del maialetto termizzato all’Expo sono lontani, ora è il momento di cambiare aria e, soprattutto, cambiare dieta: arriva il maialetto sardo arrosto, su porcheddu, direttamente sulle tavole di tutta Italia.

Il maialetto in continente

No, non è la storia di un maialetto che se la fa addosso. Noi sardi chiamiamo “continente” la parte continentale dell’Italia, quella non insulare. La carne suina sarda non può varcare i nostri confini, questo è risaputo, ma esiste un modo per permettere ai nostri prodotti suinicoli di arrivare anche oltre il mare. Si chiama termizzazione ed è un trattamento che sottopone la carne cruda a temperature superiori agli 80 gradi centigradi. Il risultato è un maialetto che ha fatto la sauna ma è ancora crudo. A voi cuocerlo come preferite. All’Expo era anche stato cotto bene, ma non basta.

Il maialetto sardo arrosto in continente

Carni della Barbagia è l’azienda che, prima e unica finora, porta il vero maialetto sardo ovunque nel mondo. Non c’è problema di termizzazione perché è già cotto con una cottura vera. Il maialetto sardo prevede una cottura lenta, dalle quattro alle cinque ore intorno allo spiedo, sopra un letto di brace di legno di ulivo. Il maialetto sardo viene cotto intero e il calore penetra la carne senza asciugarla. Di solito il maialetto è cotto quando l’interno della carne raggiunge temperature superiori ai 70 gradi. In Sardegna però non usiamo termometri, si usa pungere la carne nella parte più grossa e poggiare la punta del coltello sul dorso della mano per testarne il calore. Il risultato finale è una carne succosa, cotta a puntino, e una pelle (la cotenna) croccante e friabile, dal sapore ineguagliabile.

Gli aromi della Sardegna

Il maialetto sardo arrosto di Carni della Barbagia ha, oltre alla cottura tipica delle nostre zone, l’aroma del mirto sardo. Quello che troverete sulla vostra tavola, una volta aperta la confezione termo restringente, è lo stesso maialetto che trovereste in un agriturismo sardo, cotto allo stesso modo. Voi dovete solo scaldare il forno a 200 gradi e infilarci il vostro maialetto sardo arrosto per quindici minuti. Potete ora poggiare sulla tavola gli aromi sardi, quelli veri, quelli provenienti davvero dalla nostra terra.

Carni della Barbagia su enedina.it

Per il nostro portale, Carni della Barbagia offre quattro pezzature: dai 1,200 grammi, ottimo per una piccola famiglia, alla pezzatura da 4,800 grammi, per stupire a una cena con amici, passando per due pezzature intermedie da 2,400 grammi e 3,600 grammi. Insomma, se avete assaggiato il maialetto sardo all’Expo, resettate le papille gustative e provate questo: lo amerete.

4 Commenti

  1. Sauro Sacchini

    Come si può ordinare il porceddu sardo da cucinare?

    Rispondi
    • enedina.it

      Buongiorno, il maialetto sardo crudo, attualmente, non può uscire dai confini della Sardegna. Può essere venduto, con apposite autorizzazioni, solo dopo la termizzazione o la cottura completa, i due procedimenti spiegati nell’articolo. Questo perché le temperature di cottura e termizzazione eliminano il pericolo della peste suina che, seppur non trasmissibile all’uomo, può essere trasmessa agli altri animali in via diretta o indiretta.

      Rispondi
  2. Domeniico Esposito

    A che temperatura e per quando tempo per finire la cottura in forno?

    Rispondi
    • enedina.it

      Buongiorno Domenico, il maialetto è da ravvivare al forno a 180/200 °C per 10/15 minuti circa, in linea di massima. Ma attenzione, è possibile che serva anche più tempo. Alcuni clienti ci hanno riferito di mezz’ora/tre quarti d’ora prima di avere il risultato finale della cotenna croccante. IL maialetto va messo nel forno già caldo e prima va tirato fuori dal frigo e dal sottovuoto per un’oretta circa a temperatura ambiente, perché se lo si mette nel forno direttamente dal frigo ci vorrà più tempo per ravvivarlo (appunto, anche fino a tre quarti d’ora). Per testare se è pronto puoi controllare la croccantezza della cotenna.

      Rispondi

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