La gente rossa (sa zenti arrubia) che ha adottato la Sardegna

da | Mar 28, 2017 | Natura e ambiente, Turismo | 0 commenti

Esiste un popolo rosso che non fa politica. La gente rossa è la popolazione di fenicotteri rosa che da millenni ha stabilito un legame speciale con la Sardegna e i suoi stagni.

La gente rossa, o sa zenti arrubia

In Sardegna il fenicottero rosa è considerato quasi un popolo a parte, ospite della nostra terra, tanto che è denominato “Sa zenti arrubia“, ovvero la gente rossa. In sardo ha anche un altro nome, “su mangoni” (goffo, impacciato), che indica le movenze non propriamente eleganti del trampoliere. La colorazione delle sue piume è legata all’alimentazione. Infatti nella sua dieta è incluso uno particolare crostaceo, l’Artemia salina, ricco di carotenoidi. Il fenicottero rosa predilige le zone paludose e vive prevalentemente in Pakistan, India e Sud Africa, ma per nidificare si sposta in Europa. E la Sardegna è la terra nella quale la colonia di fenicotteri è più numerosa. C’è da specificare che in passato il fenicottero stava in Sardegna solo di passaggio, mentre è dal 1993 che ha cominciato a nidificare.

Il fenicottero rosa a tavola

Il fenicottero rosa non ricorre molto spesso nelle ricette, e la Sardegna non fa eccezione. Infatti la sua carne risulta dura e insipida, inutilizzabile in cucina, e forse questo è ciò che ha reso la gente rossa così ben voluta e rispettata, preservandone l’esistenza. Nonostante la poca appetibilità il fenicottero un tempo era considerato un piatto regale dagli antichi romani. Però non era la sua carne, bensì la sua lingua spessa e polposa a essere apprezzata per la sua prelibatezza.

Le zampe del fenicottero rosa

Essendo un trampoliere, il fenicottero rosa è contraddistinto da lunghe zampe sottili. Spesso è possibile osservare, soprattutto durante il risposo, che il fenicottero rimane su una zampa sola, sollevando l’altra dall’acqua. Questa posizione pare sia legata alla temperatura dell’acqua. Infatti, per non disperdere il calore corporeo, il fenicottero nasconde una zampa sotto l’ala lasciando solo l’altra a contatto con l’acqua quando questa è troppo fredda. Un’altra curiosità sulle zampe del fenicottero rosa, e in particolare sui suoi femori, è legata a uno strumento musicale tipico della Sardegna: le launeddas. Normalmente erano (e sono) realizzate con canne da fiume, ma riuscire a realizzarle con il femore del fenicottero, più pregiato e lungo, rendeva il suono più dolce e acuto.

La Sardegna e il fenicottero

Gli stagni e le saline sarde ospitano le colonie di fenicotteri che tornano ogni anno per nidificare. In particolare è possibile ammirare la gente rossa negli stagni cagliaritani, ma anche a Chia, a Santa Giusta, a Cabras e nelle saline in disuso di Carloforte. Ormai, però, è possibile osservare i fenicotteri in qualsiasi specchio di mare, stagno o salina della Sardegna. La gran quantità di fenicotteri rosa ha fatto sì che questo uccello diventasse uno dei simboli della Sardegna. Lo si può ritrovare, per esempio, nei gioielli presenti sul nostro store, realizzati in filigrana sarda d’argento e corallo.

Per chi è appassionato di birdwatching, o semplicemente di fotografia, una visita ai nostri stagni, a debita distanza e con ottiche adeguate, può risultare un’esperienza indimenticabile. Nel periodo tra fine maggio e inizio giugno è possibile assistere alla nidificazione, mentre per fotografare i fenicotteri c’è tempo da aprile fino a settembre, quando adulti e piccoli faranno ritorno in Africa.

Sei un visitatore?

Visita il Centro Commerciale Virtuale (CCV)

Sei un operatore professionale?

Scopri cosa abbiamo pensato per te