Tradizioni, perché non dimenticarle: ‘sa paradura’ del 2 aprile 2017

da | Apr 3, 2017 | Iniziative | 0 commenti

Chi si ferma è perduto, ma per andare avanti non basta guardare la strada che si percorre. Bisogna conoscere e tenere a mente quella già percorsa. Questo sono le tradizioni.

‘Sa paradura’, una delle tradizioni sarde

Si chiama “sa paradura” o “sa ponidura“, ed è una delle più antiche tradizioni sarde. I pastori la conoscono bene e la applicano ogni qualvolta si renda necessario. Consiste in un atto di solidarietà, sentimento che è sempre esistito nelle popolazioni agro pastorali. Quando un pastore perde il gregge per una disgrazia è usanza fare la questua negli allevamenti dei paesi del circondario. Ogni allevatore dona al malcapitato almeno una pecora consentendo così la ricostituzione senza gravami del gregge perduto. L’unico obbligo è morale: ricambiare il favore ogni volta che se ne presenti la necessità.

Il sisma del 2016 in centro Italia

Tra agosto e ottobre del 2016 diversi eventi sismici hanno colpito il Centro Italia, in particolare le regioni di Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria. Territori che vivevano, e vogliono tornare a vivere, anche di agricoltura e allevamento. Insieme agli edifici, però, sono stati colpiti anche le aziende zootecniche, con gravi danni all’economia locale e una dura rinascita da affrontare. Tanti sono stati gli aiuti e tra questi sono compresi quelli dei volontari sardi accorsi in Umbria, ma la solidarietà dell’isola non si è fermata qua.

Pecore e foraggio per ripartire

Grazie a un’iniziativa di Gigi Sanna, pastore sardo e leader del gruppo folk Istentales, gli allevatori sardi hanno dato nuovamente vita alla tradizione de “sa paradura”. 1.000 pecore provenienti da Barbagia, Gallura, Campidano, Nurra e Sarrabus sono state riunite e portate a Cascia, in Umbria, insieme a una delegazione di pastori e volontari. Nella giornata di ieri sono state consegnate le prime 780 pecore (per le restanti 220 sarà necessario un nuovo viaggio nei prossimi giorni) con la speranza e l’augurio di una rapida rinascita. A contorno è stato organizzato un evento festivo con concerti e un pranzo per la popolazione locale a base di prodotti sardi. In futuro verranno accolti, di ritorno, due agnelli nati a Cascia dalle pecore sarde donate, a suggellare una stretta di mano tra Umbria e Sardegna all’insegna delle tradizioni.

La morte delle tradizioni

Questo gesto spontaneo di solidarietà rende evidente la necessità di guardare al futuro senza mai dimenticare il passato. La conoscenza della nostra storia e della nostra terra sono imprescindibili e si deve progredire in armonia con usanze e tradizioni. Lasciar morire le tradizioni significa togliere a ogni territorio la propria unicità, le proprie peculiarità, e l’identità alla radice dell’uomo moderno. Ovunque esso viva. Per questo noi di enedina.it siamo così attenti alle tradizioni sarde, e per questo la nostra offerta rispecchia la storia della Sardegna.

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