Boccioli e infiorescenze nei piatti degli italiani

da | Apr 20, 2017 | Alimentazione e salute, Natura e ambiente | 0 commenti

“Ti spunta un fiore in bocca”, così recitava una vecchia pubblicità. Ma vi siete mai chiesti quanti e quali boccioli mangiamo senza pensare a cosa siano? Vediamo i più comuni.

Cavolfiori, broccoli e cime di rapa

Questa è facile. Il cavolfiore non è ancora un bocciolo, ma è di sicuro un’infiorescenza immatura così come anche sono infiorescenze mature (peduncoli floreali) quelle del broccolo. Queste due piante, che noi mangiamo comunemente, se non le cogliessimo si sfogherebbero in infiorescenze vere e proprie, come non le abbiamo mai viste. Le cime di rapa, invece, sono il complesso di foglie, steli e boccioli di una pianta denominata Brassica rapa sylvestris.

I carciofi

Altra pianta comunemente consumata, ma a cui di solito non pensiamo come a un bocciolo, è il carciofo. In realtà i carciofi, come i cavolfiori e i broccoli, sono a uno stadio meno avanzato rispetto ai boccioli, ma se lasciati crescere diventeranno prima boccioli e poi fiori. Coloratissimi fiori viola che, maturi, diventeranno a loro volta enormi “soffioni”. Quello che noi mangiamo del carciofo è la parte carnosa che protegge il fiore in formazione. Al centro del carciofo, aprendolo, si trova un cuore tenero e pelosetto. Quei peli, che vanno dal bianco al giallo o, a seconda della maturazione, al viola, sono i petali del futuro fiore.

I boccioli di cappero

Una pianta di cui si consumano i boccioli pronti ad aprirsi, è invece il cappero (Capparis Spinosa). Infatti molte persone sono convinte che il cappero sia il frutto della pianta. In realtà il frutto arriverà molto più tardi della raccolta. O meglio, arriverebbe se non ci fosse la raccolta. Infatti il cappero che noi consumiamo sotto aceto o sotto sale è l’insieme di sepali, petali, pistillo e stami che diventeranno fiore. Tra l’altro quello del cappero è un bel fiore molto appariscente, mentre i frutti, detti cucunci, vengono consumati allo stesso modo dei boccioli di cappero: sotto aceto o sotto sale. In alternativa al cappero si usa consumare sotto aceto i boccioli di tarassaco (dente di leone), calendula e nasturzio.

E gli altri fiori?

Ci sono anche altri fiori che vengono consumati non come boccioli ma interi o solo in parte. I più noti sono i fiori di camomilla, colti appena perdono i petali ed essiccati per preparare infusi, e quelli di zucca, golosi quando fatti ripieni o fritti in pastella. Una curiosità sui fiori di zucca riguarda le vittime sacrificali per le nostre tavole: sono tutti maschi. Infatti il fiore di zucca che viene consumato è quello maschile, che non produrrà il frutto (la zucchina). Nella stessa pianta convivono anche i fiori femminili, ai quali verrà lasciato accanto qualche fiore maschile per l’impollinazione e la successiva fruttazione. Un’ultima menzione merita il Crocus Sativus, fiore del quale conosciamo benissimo i rossi stimmi che, seccati, sono lo zafferano comunemente consumato. Senza dimenticare le infiorescenze contenute nelle tisane alla canapa.

Vi viene in mente qualche altro fiore di cui si consumano parti o i boccioli? E, dato che ci siamo, qualcuno sa dirci che pianta è quella della foto? Sembra na pianta di cavolo pelosa. Aspettiamo i vostri commenti.

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