Giornata del popolo sardo, una lettura sugli antefatti: l’invasione francese

da | Apr 28, 2017 | Cultura e artigianato | 0 commenti

Prima che il popolo sardo insorgesse cacciando i piemontesi dalla Sardegna, qualcosa aveva smosso gli animi dei sardi. Gli antefatti della Giornata del popolo sardo in una lettura storica.

La Giornata del popolo sardo

A proposito della Giornata del popolo sardo, abbiamo già dato una breve ricostruzione storica dei fatti qualche giorno fa. Istituita nel 1993 per ricordare la cacciata del Viceré piemontese Balbiano, pur avendo una data precisa si riferisce a fatti che comprendono un ampio periodo storico. Dal 1780 fino al 1794, data della liberazione dai piemontesi, in Sardegna si susseguirono diversi eventi, legati prevalentemente alla voglia di indipendenza del popolo. Tra questi, quello che forse ha dato la spinta maggiore alla reazione di borghesia e popolazione è stato il tentativo di invasione francese.

I presupposti dell’invasione

Nel libro di Giangiacomo Orrù, dottore di ricerca in Storia moderna e contemporanea, vengono ripresi i documenti che testimoniano i fatti del 1793. Il libro “La Sardegna nell’Età della Rivoluzione (L’attacco francese alla città di Cagliari)” ripercorre le motivazioni di quell’invasione. La neonata Repubblica francese (1792-1804) si muoveva con l’ideale di liberare la Sardegna dall’oppressore piemontese, sperando così di trovare nel popolo un appoggio incondizionato. Non un atto di guerra, insomma, ma un’azione per la libertà e l’autodeterminazione dei popoli. I reali motivi, però, erano da ricercare nel tentativo della Francia di guadagnare quei porti e quella posizione al centro del Mediterraneo che la Sardegna garantiva.

La via dell’indipendenza

I sardi non presero il tentativo francese come amichevole e, anzi, si ribellarono respingendone l’armata. Proprio quella strenua difesa diede il via alla concreta voglia di indipendenza che portò all’epilogo del 28 aprile 1794. Ancora oggi la Sardegna è un’isola dalle grandi prospettive non sfruttate. Ancora oggi la voglia di indipendenza è forte tra i sardi, come nel periodo 1780-1794. Per fortuna però, oggi, la via dell’indipendenza può (e deve) seguire altre strade rispetto alla lotta armata.

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