“Làssami neta”, la campagna di LibeRU contro la predazione dei litorali

da | Lug 10, 2017 | Natura e ambiente | 0 commenti

Si chiama “Làssami neta” ed è la campagna di Libe.r.u. contro le cattive usanze dei turisti nei confronti dei nostri litorali. Letteralmente “Lasciami pulita“, ma ha un significato più ampio.

Làssami neta

La terra sarda chiede a gran voce ai propri ospiti un minimo di rispetto. Quel rispetto che, stando al numero delle multe, non sempre è garantito. Forse anche solo per ignoranza della normativa in materia, ogni anno centinaia di turisti si vedono elevare verbali per aver preso un “piccolo” ricordo dalle nostre spiagge. Inutile specificare che il piccolo ricordo moltiplicato per centinaia di migliaia di volte, diventa una vera e propria predazione di massa. “Làssami neta” suggerisce la spiaggia sarda, lasciami pulita. Lasciami come mi hai trovato, perché anche il prossimo ospite mi trovi così come mi hai trovato tu.

Il volantino

Sulla pagina Facebook di Làssami neta è possibile scaricare la locandina da stampare e distribuire nei luoghi turistici a rischio saccheggio: spiagge, calette o insenature. Un mini vademecum in tre lingue (sardo, inglese e italiano), poche e facili istruzioni per evitare la distruzione dei nostri litorali:

  1. È vietato portare via sabbia, pietre, conchiglie, piante;
  2. Non lasciare nessun tipo di rifiuto: portalo via e differenzialo;
  3. Lascia il posto migliore di come l’hai trovato;
  4. Rispettiamo e facciamo rispettare il posto.

Rispettando questi semplici punti, oltretutto (è sempre bene ricordarlo), si evitano spiacevoli conseguenze sanzionatorie. Lasciare il posto come l’hai trovato è un tuo interesse da turista, ed è interesse di chi verrà dopo di te goderne come ne hai goduto tu. Non essere egoista, quindi, e làssami neta. Ricordiamo anche che è presente un’altra pagina Facebook di denuncia e sensibilizzazione in materia di pulizia e salvaguardia delle spiagge: Sardegna Rubata e Depredata.

Spiagge e mare, ma non solo: Làssami neta

La campagna Làssami neta si rivolge agli avventori delle spiagge. Noi però vorremmo estendere la sensibilizzazione anche alle zone del nostro entroterra. Pinete, boschi, radure, zone archeologiche non sono da meno delle spiagge. Sembra strano doverlo ricordare ma troppo spesso i luoghi di villeggiatura vengono trasformati in immondezzai a cielo aperto. E la scusa del “Non ho trovato un cestino” non vale proprio, perché non costa niente farsi carico dei propri scarti. Oltre che un segno di maleducazione, l’abbandono dei rifiuti è una chiara mancanza di rispetto verso i luoghi e le persone di cui si è stati ospiti.

Vogliamo inoltre ricordare ai turisti che anche l’abbandono di rifiuti organici, per quanto biodegradabili, è sempre abbandono di rifiuti. Pomodori, frutta, semi sepolti sotto la sabbia sono, oltre che una sgradita sorpresa quando si scava per giocare con i propri figli, anche una ghiotta attrazione per mosche, formiche, vespe e topi. Infine un piccolo consiglio ai fumatori: un bicchiere di plastica riempito a metà d’acqua è un ottimo posacenere. A fine giornata è ovviamente da svuotare dall’acqua e portare via, per differenziarlo nel secco.

Le sanzioni

Non si dovrebbe farlo, ma è bene ricordare che esiste un sistema sanzionatorio in risposta alla violazione di una norma. L’articolo 1162 del Codice della Navigazione prevede multe da 1.549 euro fino a 9.296 euro, con il rischio anche di andare incontro a una procedura in ambito penale, a seconda della fattispecie.  Un po’ caro come souvenir, non vi pare?

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