Mirto al volo, il gusto della Sardegna nel taschino

da | Lug 18, 2017 | Alimentazione e salute | 0 commenti

Un pranzo, uno spuntino, un caffè, durante un appuntamento galante. Cosa è meglio di un mirto di Sardegna? E come possiamo averlo sempre in tasca? Con il mirto al volo!

L’occasione c’è, ma il mirto?

A parte l’appuntamento galante, che potrebbe anche non essere il momento più appropriato, occasioni per portare con sé un goccio di Sardegna ce ne sono tante. Sono quei momenti in cui farebbe comodo bere un mirto al volo, magari senza entrare al bar. Ecco, San Martino ha pensato proprio al dopo pasto con un amaro digestivo come è il mirto di Sardegna, da portare sempre in tasca. Un goccio, 25 millilitri, praticamente il mezzo bicchiere che al bar pagheresti almeno tre euro. Ecco, forse non sarà ghiacciato, ma…

Ma il mirto va bevuto ghiacciato?

Mettiamo le cose in chiaro: il mirto si beve ghiacciato. Ma il mirto è comunque un amaro, e l’amaro non si beve ghiacciato. Normalmente viene servito talmente freddo che crea sul bicchiere una patina di “brina”. Però il mirto, quando è di qualità, può essere bevuto a temperatura ambiente, e anzi proprio a questa temperatura esprime il meglio di sé. Il mirto non ghiacciato rilascia tutto l’aroma della bacca, lasciando in bocca la sensazione del suo dolce con retrogusto asprigno. Il ghiaccio invece livella i sapori, nasconde i difetti dell’eventuale utilizzo di bacche surgelate per l’essenza. Il mirto al volo San Martino, invece, essendo fatto con bacche fresche appena colte, non teme confronti a qualsiasi temperatura.

Il mirto al volo e l’etilometro

Probabilmente vi starete chiedendo se è il caso di bere un mirto al volo prima di guidare. Ve lo diciamo noi. Il limite per poter guidare un autoveicolo è di 0,50 mg/l, oltre questo limite si è sanzionabili. Il mirto al volo, con i suoi 25 ml a 30% vol, ha un contenuto di alcool massimo di 0,24 mg/l, riferito a una donna di 45 kg a stomaco vuoto. All’opposto abbiamo i 0,06 mg/l riferiti a un uomo di 90 kg a stomaco pieno. Questi dati sono presi dalle tabelle ministeriali, che trovate appese in molti locali in cui si somministrano alcolici. Però il significato è semplice: volendo, se non hai consumato altro alcool, puoi bere ben due dosi di mirto al volo.

Vantaggi e… svantaggi

La confezione monodose è stata studiata per soddisfare esigenze di comodità, flessibilità e igiene. La quantità contenuta, una volta aperta, può essere consumata tutta senza problemi. Di dimensioni ridotte, può essere tenuta in tasca, nella borsetta, in uno zaino. Inoltre può essere conservata in freezer, nel caso di affezionati del mirto ghiacciato. La pratica cannuccia del pakaging permette, inoltre, di bere il mirto poggiando le labbra su un supporto che, prima dell’apertura, risulta protetto da polvere e agenti esterni. Insomma, apri e bevi in sicurezza.

Gli svantaggi sono relativi. I dati relativi al tasso alcolemico sono quelli ministeriali, ma sono sempre dati generali. La capacità di assorbimento dell’alcool è personale e può differire dalle tabelle ufficiali anche per particolari condizioni di salute. Ognuno conosce il proprio corpo, il proprio stato di salute e le proprie reazioni all’alcool. Un appunto poi dobbiamo farlo nel caso in cui si decidesse di bere un mirto al volo dopo la pausa pranzo al lavoro. Per quanto l’apporto di alcool sia minimo, è altamente sconsigliato bere alcolici se si fa uso di macchine operatrici o macchinari automatici, o si svolgano mansioni che richiedano particolare attenzione e concentrazione.

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