Corsa degli scalzi di Cabras, quando un esercito spaventò i Saraceni

da | Ago 28, 2017 | Cultura e artigianato, Eventi e sagre | 0 commenti

Anche quest’anno, a Cabras, si rinnova il rito della corsa degli scalzi. Tra il 2 e il 3 settembre, la statua di San Salvatore ripercorrerà l’antico percorso per lo scioglimento del voto.

Le origini della corsa degli scalzi

Nel 1619 la penisola del Sinis era soggetta a continue incursioni dei Mori, i pirati Saraceni. Durante una di queste incursioni, per portare in salvo la statua di San Salvatore, i fedeli decisero di portarla via da Cabras. Per la ritirata i fedeli legarono ai piedi scalzi rami e frasche, così da sollevare un polverone e far credere di essere ben di più di quanti fossero in realtà. Il polverone sollevato durante la prima corsa degli scalzi spaventò effettivamente i saraceni che si diedero alla fuga, convinti di essere di fronte a un esercito numeroso.

La riproposizione della corsa

Il primo fine settimana di settembre a Cabras si rivive questo evento per scopi votivi. Due diversi gruppi hanno due compiti opposti: il primo gruppo porta il santo fino a San Salvatore di Sinis il sabato pomeriggio, mentre il secondo lo riporta a Cabras la domenica. Is curridoris portano la statua correndo scalzi, come da tradizione. Vestiti di bianco, con un cordone in vita, scortano il santo per sciogliere il voto fatto nel 1619. Sia l’andata che il ritorno sono accompagnati da festeggiamenti in onore del santo e dell’impresa degli “scalzi”.

La corsa degli scalzi 2017

Quest’anno gli eventi religiosi e i festeggiamenti civili saranno il 2 e il 3 settembre. In realtà i festeggiamenti cominciano il fine settimana precedente, quando verranno scelti i gruppi che dovranno portare il santo e quelli che lo scorteranno all’andata e al ritorno. Il clou è però durante il trasporto. Sabato è prevista la sagra del muggine e della vernaccia, poi musica e balli. Al rientro il santo verrà invece accolto da uno spettacolo pirotecnico e ancora balli sardi e spettacoli musicali. Un evento che ripropone assieme fede, cultura e buon cibo, da non mancare.

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