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In Italia, e in particolare in Sardegna, siamo abituati ad abbinare il termine “distillato” alle vinacce. Da lì infatti nascono il filu ‘e ferru e la grappa di cannonau, ma oggi portiamo alla vostra attenzione un altro modo di godere della morbidezza e l’aroma dei distillati: l’acquavite di miele.

Acqueviti e distillati

Qualche settimana fa abbiamo parlato di distillati a proposito di un piccolo aneddoto che riguarda il filu ‘e ferru. In quell’occasione avevamo spiegato l’origine del nome e fatto una rapida distinzione tra acquavite e grappa. Se ricordate bene (se non ricordate potete rileggere l’articolo) la grappa è una specifica tipologia di acquavite, ovvero di distillato. E avevamo anche specificato che altri prodotti distillati sono acqueviti di patate (vodka), di cereali (whisky) o di canna da zucchero (rhum). Ecco, oggi invece vi presentiamo l’acquavite di miele. La peculiarità di questo distillato è che la materia prima (il miele) non è di origine vegetale.

Cos’è l’acquavite di miele

Come gli altri prodotti citati l’acquavite di miele è un distillato e il prodotto distillato, in questo caso, è proprio il miele. Ma non un miele qualsiasi, si utilizza solo miele di altissima qualità e la scelta cade su un miele proveniente da ambienti ecologicamente puri. I mieli biologici prodotti da Terrantiga hanno queste caratteristiche. La lavorazione comincia a 60 giorni dalla smielatura, per far sì che gli aromi fruttati del miele si mantengano integri. La distillazione è artigianale e avviene a ciclo discontinuo, con il taglio delle teste e delle code. Il risultato è un’acquavite di miele che si presenta cristallina alla vista, ma la sua trasparenza non tragga in inganno: al palato è morbida, secca e estremamente aromatica.

L’acquavite di miele Terrantiga

L’Opas Terrantiga ha scelto di dare alla propria acquavite di miele il proprio nome, Terrantiga, e si presenta in due versioni. La prima è ottenuta dalla distillazione del miele biologico di macchia mediterranea, intenso e profumato, che riporta nel distillato il bouquet di arbusti primaverili della Sardegna. La seconda è invece un distillato di miele biologico d’arancio, di grande intensità aromatica, il cui profumo ricorda le zagare e i colorati frutti succosi dei giardini mediterranei. Un accorgimento finale: l’acquavite di miele non si consuma a temperatura frigo, ma a temperature che vanno da un minimo di 10 gradi a un massimo di 18 gradi centigradi, per poterne apprezzare appieno gli aromi. E naturalmente, vista la gradazione di 40 gradi, si consumano con parsimonia.

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