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La Sardegna è una terra unica, ricca di un patrimonio naturalistico, artistico e culturale di valore assoluto, riconosciuto anche a livello mondiale. Una terra di serie A, a cui vogliamo dedicare questa piccola guida basata proprio sulle “A” che la caratterizzano. Ci scuserete per la lunghezza.

La Sardegna e le sue A

Abbiamo provato a riassumere in pochi concetti ciò che la Sardegna può offrire al turista, una sorta di vademecum, una guida, uno spot per la terra che tanto può dare e tanto già dà. Tante sarebbero le cose da scrivere, ma abbiamo cercato di citare le più importanti. Potrebbe mancare qualcosa, ma bene o male ci siamo. E ora ecco in quali punti abbiamo riassunto questa terra così misteriosa e affascinante. Con le nostre A.

Ambiente

Un’isola, quel che la Sardegna è, offre tutto quello che è possibile desiderare. Mare, con grandi spiagge circondate da macchia mediterranea e dune, ma anche calette isolate tra scogliere a picco sui flutti cristallini. Montagne, da quelle appena accennate in collina ai monti del Gennargentu, dove d’inverno è anche possibile sciare. Ma anche fiumi e laghi caratterizzano la Sardegna, pur nella sua cronica carenza d’acqua nella stagione estiva. U’infinità di paesaggi unici forgiati dal vento, dal mare e dal sole. La Sardegna è anche la terra dei vulcani spenti che hanno arricchito il territorio di granito, tufo, basalti e ossidiana. Poi la flora con mirto, lentisco e corbezzolo, cisto e ginepri, pini, ulivi e querce secolari. E la fauna, con i cavallini e gli asinelli, i mufloni, i cinghiali, il cervo, la volpe, la lepre e razze endemiche di maiali, pecore e addirittura canidi, anfibi, uccelli, rettili e insetti.

Agricoltura

Le produzioni agricole che caratterizzano la Sardegna, terra di antica tradizione contadina, sono prevalentemente quelle di pomodori, il carciofo spinoso, i cardi, i carciofi e gli asparagi selvatici, e il grano. Ma anche mandorle, pesche e arance, meloni e angurie, il corbezzolo e il fico d’india, per non parlare della viticoltura, molto sviluppata. O gli ulivi, che con le svariate cultivar locali sembrano rispecchiare le diversità linguistiche e di tradizioni tra una zona e l’altra della Sardegna. L’utilizzo delle materie prime ha nel tempo portato alla sviluppo di eccellenze tra i vini, le birre e i liquori. Ma più in generale l’intera filiera enogastronomica ha una connotazione fortemente legata alle endemicità sarde, che comprendono anche una produzione d’eccellenza di zafferano.

Allevamento

Pecore, capre e maiali, nati e cresciuti in allevamenti a contatto con la natura e così lontani dal concetto di allevamento industriale. In mare troviamo il tonno e i muggini, orate e spigole, cozze, arselle e vongole. Una menzione speciale la meritano le aragoste e i crostacei in genere, pescati nei mari che circondano la Sardegna. Tutte materie prime da cui nascono insaccati di terra e di mare, i formaggi pecorini e caprini, o piatti tradizionali come l’agnello e il maialetto arrosto. E come dimenticare la bottarga di muggine, prodotta in gran parte del mondo ma che dalla Sardegna viaggia in tutto il pianeta, pieno riconoscimento della sua qualità. Amichevolmente la definiamo l’oro sardo o il caviale sardo.

Alimentazione

L’alimentazione tradizionale sarda è ricca e variegata. Prodotti fortemente tipici che caratterizzano cene e pranzi in salsa sarda. Con le sole tipicità, anche solo alcune, è possibile creare un ricco menu. La salsiccia sarda e la mustela, gli affumicati di mare e la bottarga, i sottoli e i vini bianchi secchi e fruttati per l’antipasto. Malloreddus, lorighittas e culurgiones, la fregula con condimenti di mare o di terra e degli ottimi vini rosati per il primo. La carne d’agnello o di maialetto, il pesce con aragosta, astice e gamberi o muggini, spigole e orate, e le panadas con ripieno di verdure, pesce o carne, accompagnati da un vigoroso rosso come secondo.

I dolci secchi della tradizione sarda, realizzati con mandorle e ingredienti semplici, oppure le sebadas arricchite dal miele di macchia mediterranea o corbezzolo, tutto accompagnato da un malvasia dolce o un passito come dessert. E l’amaro, a fine pasto, con il liquore di mirto a farla da padrone o il filu ‘e ferru, l’acquavite sarda. In mezzo, prima e anche a contorno il pane carasau o guttiau, le spianate o il classico civraxu, sostituendo magari il vino con la birra artigianale, che nell’ultimo decennio sta riprendendo il suo posto nella storia enogastronomica sarda. E non dimentichiamo l’olio e i condimenti. Tutte pietanze uniche, che rappresentano la Sardegna a tavola, pur non rappresentando la totalità dell’offerta.

Archeologia

Terra di misteri e domande senza risposte, la Sardegna rappresenta un’unicità a livello mondiale per il suo passato. Oltre mille i nuraghi, costruzioni dell’età pre nuragica e post nuragica, tombe dei giganti che in realtà sono tombe comuni, tutto realizzato con il materiale più diffuso sull’isola: il granito grigio. Opere anche megalitiche, sculture e statue realizzate in bronzo o in pietra, come la recente scoperta dei giganti di Monte Prama, che a oggi non ci hanno ancora svelato il motivo della loro esistenza. Rappresentazioni di antiche civiltà, di divinità o forse solo leggende, sono poi i bronzetti nuragici. Ma sul territorio è relativamente facile imbattersi nei resti di antichi villaggi, pozzi sacri e monoliti, o più recenti costruzioni come le terme romane.

Arte

La Sardegna è una terra di artisti. Famosi sono i tenores, con i loro canti a cappella e i muttettus, l’esercizio musicale eseguito su una base standard su cui si cantano piccole strofe in limba spesso inventate sul momento. La fisarmonica ha oggi preso il posto, anche se non completamente, delle launeddas, realizzate intagliando sottili canne o, come si faceva un tempo, le ossa cave delle zampe dei fenicotteri rosa. Dal suono simile alla cornamusa scozzese, rappresentano uno dei punti in comune con la Scozia e l’Irlanda, terre così lontane ma che hanno con la Sardegna diversi punti di contatto in ambito culturale.

E non dobbiamo dimenticare i murales, vere e proprie opere d’arte a cielo aperto, che rappresentavano scene di vita quotidiana e ancora oggi vengono realizzati con lo stile dei nostri antenati. Tanta cultura ha dato vita a una vasta produzione letteraria, che prova a ricostruire, comprendere e ricordare il nostro passato.

Artigianato

In Sardegna le attrezzature utilizzate nell’antichità venivano realizzate a mano. La tradizione non è andata persa e ha permesso di portare fino a noi le tecniche costruttive e gli artigiani del passato non mancano. Produzioni che sfruttano le materie prime come il sughero, il legno, l’acciaio, le ossa e i corni di capre, montoni e buoi. Nascono così i taglieri, i vassoi e gli oggetti in sughero e legno, i rinomati coltelli artigianali, i cestini in vimini, mirto o giunco, le ceramiche e i gioielli, realizzati in filigrana d’oro o d’argento, o con pietre semi preziose, come su coccu, il gioiello contro il malocchio.

Accoglienza

L’offerta turistica in Sardegna è un po’ la croce e delizia di questi luoghi. Da una parte una struttura d’accoglienza ampia e sufficientemente distribuita, dall’altra ancora dei vuoti da riempire per portare lo sfruttamento delle risorse naturali a un livello superiore rispetto a quello attuale. Nonostante alcune difficoltà, resta comunque l’accoglienza e il calore che gli operatori e la gente sarda riescono a offrire al turista, sfruttando l’offerta enogastronomica, naturale e culturale dell’isola. Dagli agriturismi e bed & breakfast ai più rinomati alberghi a quattro o cinque stelle delle coste del nord e dell’estremo sud, l’ospitalità sarda è la base da cui partire per arrivare a un gestione più completa del nostro potenziale turistico.

Amore (per la Sardegna)

L’amore che il sardo nutre per la propria terrà è l’insieme di tutti questi fattori. Il motivo per cui è difficile stare a lungo lontani dalla Sardegna è proprio l’unicità di questa terra e della sua gente. Il sardo che lascia la Sardegna non troverà tutto questo altrove. Il sardo ama la propria terra, anche se a volte questo amore non viene manifestato apertamente e anzi sembrerebbe dimostrato il contrario con le piaghe degli incendi e la maleducazione ambientale. E spesso anche chi ci è stato in vacanza rimane rapito da questo posto che può sembrare così esotico, ma che in realtà (prezzi dei trasporti permettendo) è a un passo dal resto dell’Italia. Ci scuserete se ci siamo dilungati un po’, e se abbiamo dimenticato qualcosa. Fateci sapere cosa manca e noi lo aggiungiamo. Buona Sardegna a tutti.

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