Salumi Monte Arci

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Lungo la Statale 131, provenendo da Cagliari, all’altezza di Marrubiu è possibile ammirare un suggestivo paesaggio: il monte Arci, sormontato da una grande torre di pietra, scultura naturale modellata dal tempo e dalla natura. È Sa pedra 'e Luxia, ovvero la pietra di Lucia. Questo spettacolo è come un affresco dipinto con i colori vivaci dei terreni e dei boschi, modellato dall’acqua e dal vento in un’atmosfera di magia dove ancora regna, in religioso silenzio, la natura selvaggia.

La Sardegna dove non c’è rumore o traffico, dove le tradizioni sono nate e vengono mantenute vive. La costa e il mare sono vicini, eppure siamo nel regno della montagna e dei boschi, del cervo, del cinghiale e dell’aria pulita. Monte Arci è il luogo dove gli antichi nuragici trovarono l’ossidiana, un vetro vulcanico nero e lucido la cui formazione è dovuta al rapido raffreddamento della lava. Usato in principio per costruire attrezzi e armi, divenne in seguito merce di scambio, contribuendo a far nascere e crescere i primi commerci oltre mare della Sardegna.

La leggenda narra che Donna Lucia, passeggiando per questi boschi silenziosi, conversasse con cervi e cinghiali e ne incidesse le forme nell’ossidiana seduta sul suo trono di pietra, sa pedra ’e Luxia, immersa nella fresca aria di montagna. Luxia era una donna misteriosa, felina, dolce e ribelle, passionale ed emotiva, una donna estremamente forte. Indossava veli dorati come il granturco maturo su capelli intrecciati in ghirlande di orchidee selvatiche. Era l’unica a conoscere i segreti dei boschi del monte Arci. Segreti di erbe aromatiche e licheni che usava per creare miracolose infusioni per la guarigione dei malati. I segreti del mirto e dei tartufi con cui aromatizzava deliziosi salumi, formaggi e fragranti pani: gioie per il palato che stimolavano i sensi e davano l’inimitabile piacere di poter assaggiare un pezzo di quel magico mistero.

Luxia teneva tutte le sue ricette in un cofanetto in ossidiana con inciso sopra un cinghiale. Fu proprio in quello scrigno, si narra, che le ricette vennero ritrovate intatte dai suoi avi, gelosamente custodite, tramandate di generazione in generazione e ancora oggi utilizzate per preparare le specialità sotto il nome Monte Arci. Specialità che mantengono quell’unico e magico sapore di poesia tanto amato da donna Luxia. Salumi, pani e formaggi speciali per i quali essere orgogliosi, da offrire come doni ai viandanti come si offre un dono prezioso a un caro amico. E i viandanti, conquistati dal magico sapore, tornavano nella speranza di poter portare via quel prezioso souvenir dal profumo di bosco e aria di montagna.

Anche gli antichi Romani, imperatori, consoli e gladiatori si fermarono in questo luogo per riposare e assaggiare i tanto decantati prodotti del monte Arci. Fu allora che decisero di fondare un piccolo insediamento rurale con un importante centro termale, le cui rovine sono tutt’ora visitabili nella località che è ora denominata Is Bangius.

I secoli sono passati ma i salumi, il pane fatto in casa, i formaggi del monte Arci vengono prodotti seguendo le stesse ricette, con la stessa cura e l’amore dell’antichità. La loro superba eccellenza è un tributo all’antica arte e alla saggezza di donna Luxia. I prodotti portano ancora oggi il nome del territorio e il loro simbolo è un cinghiale inciso nell'ossidiana, a richiamare quello scrigno magico che racchiude il sapiente segreto di secoli di sapori.


 

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