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Afrodisiaco e mortale: lo zafferano

da | Feb 22, 2017 | Alimentazione e salute | 0 commenti

Il crocus sativus, lo zafferano, ha proprietà nemmeno troppo nascoste: antinfiammatorie, afrodisiache, antiossidanti, antidepressive, digestive e… e mortali. Già. Tutto sta nel suo utilizzo consapevole.

La morte rossa

Evocare la “morte rossa“, così come raccontata da Poe, potrebbe sembrare eccessivo. Però è risaputo che lo zafferano, oltre che un saporito condimento e pigmento naturale, è anche un veleno. Assunto a dosi elevate (da 1 grammo in su) può provocare effetti collaterali devastanti fino a portare, se assunto in dosi massicce (20 grammi) alla morte. Pensare di assumere 20 grammi di zafferano è però impensabile, a meno che non lo si faccia volontariamente. Infatti per condire un piatto sono sufficienti 0,033 grammi di zafferano, in pratica ne servono 0,10 grammi in un risotto per 3/4 persone.

Il fiore del bene

Per contrastare il concetto di morte rossa, abbiamo pensato di evocare un altro scrittore e parafrasarlo. Il fiore del male di Flaubert diventa così il fiore del bene riferito allo zafferano. Ma quanto fa bene? Gli arabi utilizzano lo zafferano come antidepressivo naturale, consumato in colorate tisane, per la sua capacità di alleviare l’ansia e la tensione nervosa. Un altro effetto benefico legato al consumo consapevole di zafferano risiede nelle sue proprietà antinfiammatorie. Ben noto è anche l’effetto digestivo, stimolando la secrezione di bile e succhi gastrici. La proprietà digestiva è ben nota a un’azienda del medio Campidano, che produce un colorato e aromatico liquore digestivo a base di zafferano, prossimamente nel nostro store.

Afrodisiaco naturale

Lo zafferano è noto anche come afrodisiaco naturale, in quanto contribuisce al miglioramento della circolazione sanguigna e attiva la produzione di ormoni che aumentano la sensibilità delle mucose, con effetti afrodisiaci sia sull’uomo che sulla donna. Le sue proprietà erano note anche agli dei greci, tanto che Zeus, secondo la leggenda, amava accogliere le sue tante amanti su un letto di zafferano.

Il consumo dello zafferano

Come detto all’inizio, lo zafferano è però una spezia pericolosa: buona nell’uso, cattiva nell’abuso. Il nostro consiglio, per beneficiare dei suoi effetti, è di consumarlo in una tisana. Sarà sufficiente immergere tre/quattro stimmi (consigliati per esser certi che sia puro) di zafferano in una tazza di acqua bollente, lasciare riposare per dieci minuti, filtrare per eliminare i residui degli stimmi e, una volta intiepidito, aggiungere miele in quantità variabile a seconda dei gusti: da mezzo cucchiaino in su. Consigliamo però di provarla anche senza dolcificante. La tisana avrà effetti digestivi, calmanti, antistress e antidolorifici. E, perché no, magari anche afrodisiaci. Un ulteriore consiglio? Provate ad aggiungere, alla tisana, un cucchiaino di tisana alla canapa. Non ve ne pentirete.

Attenzione!

Le informazioni contenute in questo articolo sono diffuse a titolo informativo, non hanno alcuna valenza scientifica e non si sostituiscono a eventuali terapie farmacologiche in atto. Per un uso terapeutico delle informazioni, fare riferimento a una consulenza medica specialistica.

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